Nel settore dell’avvocatura italiana si sta consolidando una diffusione progressiva e costante dell’intelligenza artificiale, che si integra gradualmente nella pratica professionale quotidiana attraverso piccoli ma continui avanzamenti. Questo processo non è improvviso, ma cumulativo: gli strumenti di IA vengono adottati sempre più spesso come supporto operativo nelle attività degli studi legali.
I dati mostrano una crescita significativa rispetto all’anno precedente. Se inizialmente la percentuale di avvocati che utilizzavano l’IA era pari al 27,5%, oggi si è arrivati al 55,3%, superando quindi una soglia rilevante che indica una vera e propria normalizzazione dell’uso di queste tecnologie nella professione.
Analizzando più nel dettaglio l’andamento, il 30,1% degli avvocati segnala un aumento moderato nell’utilizzo degli strumenti di intelligenza artificiale, mentre il 13,4% evidenzia un incremento significativo. I casi di diminuzione sono praticamente irrilevanti, limitandosi allo 0,3%. Inoltre, l’11,6% dichiara di mantenere un livello di utilizzo stabile rispetto all’anno precedente.
Tra gli avvocati fino a 40 anni, l’adozione raggiunge il 70,3% e si accompagna ai livelli più elevati di crescita.
Nel complesso, questi dati indicano chiaramente che l’intelligenza artificiale sta diventando parte integrante dell’operatività ordinaria degli studi legali, contribuendo a trasformare progressivamente le modalità di lavoro nel settore.
Fonte: Rapporto sull’Avvocatura 2026, CassaForense-Censis.